L'imparzialità in psicanalisi
- IPSI Senago
- 31 mar 2022
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L’𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝟰 del 𝗖𝗼𝗱𝗶𝗰𝗲 𝗗𝗲𝗼𝗻𝘁𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗣𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶 𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶 rimanda proprio al concetto di 𝗶𝗺𝗽𝗮𝗿𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ del terapeuta, il quale non dovrebbe in alcun modo cercare di 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝗿𝗲 al paziente il proprio 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶 all’interno dello spazio terapeutico.
E’ fondamentale che il paziente possa sentirsi accolto a sufficienza nel percorso terapeutico in modo da potersi sentire al sicuro e libero di esprimersi rispetto ai suoi vissuti. La psicoterapia altro non è che il luogo del 𝗻𝗼𝗻-𝗴𝗶𝘂𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼 per eccellenza, una cornice relazionale che a tutti gli effetti permette al soggetto di 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗿𝗶𝗺𝗶𝗻𝗮𝘁𝗼 “𝗶𝗻 𝗯𝗮𝘀𝗲 𝗮 𝗿𝗲𝗹𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗲𝘁𝗻𝗶𝗮, 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀, 𝗲𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹𝗲, 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗼-𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼, 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲𝗻𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗼𝗿𝗶𝗲𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗲𝘀𝘀𝘂𝗮𝗹𝗲, 𝗱𝗶𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀” (Art. 4, Codice Deontologico).
Ancora oggi, le correnti più conservatrici dell’orientamento psicanalitico prediligono una totale 𝗻𝗲𝘂𝘁𝗿𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗶𝗻𝗴, proprio per evitare che il paziente possa in alcun modo essere 𝗶𝗻𝗳𝗹𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮𝘁𝗼 o 𝘀𝘂𝗴𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼 in seduta. Atri modelli della psicanalisi, invece, adottano un 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝗰𝗰𝗶𝗼 maggiormente 𝗳𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 sul setting, permettendo una maggiore 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 dello studio del terapeuta, sia per consentire al soggetto di sentirsi maggiormente a proprio agio in un ambiente “vissuto” che per osservare anche quali elementi possano più o meno colpire il paziente e utilizzarli come 𝗺𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 in terapia.







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